Ci risiamo. Dopo il successo de «I 7 Re di Roma», Enrico Brignano torna al one man show con «Bello di mamma!» e lo porta di nuovo in Svizzera per due appuntamenti fissati a inizio 2027: l'8 gennaio al Kursaal di Berna e il 9 gennaio al Theater 11 di Zurigo, prodotto da Vivo Concerti ed Enry B. Produzioni. Uno spettacolo che, come racconta la sinossi ufficiale, parte da un'idea semplice: quel bisogno collettivo di tornare all'abbraccio dell'infanzia, «la voce della madre che scioglieva le paure, una tazza di cioccolata calda» in un mondo che corre troppo veloce.
Ma in attesa di rivederlo dal vivo, sui social continua a circolare un video di qualche anno fa che vale la pena riguardare: la chiusura di un tour europeo che aveva toccato Parigi, Londra e Bruxelles, con Zurigo come ultima tappa. E lì, come sa fare solo lui, Brignano ribalta tutto.
Il gioco comico è quello dello stereotipo capovolto: altro che italiani caotici e svizzeri rigidi, nel monologo sono gli italiani a diventare improvvisamente il popolo della precisione e del rispetto delle regole, mentre gli svizzeri si trasformano in un popolo solare, ironico, perfino più «latin lover» dei latini stessi. Un paradosso che funziona proprio perché racconta l'esatto contrario di quello che ci si aspetterebbe e che in sala strappa applausi a un pubblico abituato a sentirsi descrivere in tutt'altro modo.
Dietro la risata, però, l'attore lascia spazio anche a un momento più amaro: il ricordo dei cartelli «vietato l'ingresso ai cani e agli italiani» che comparivano un tempo in Svizzera, retaggio delle discriminazioni vissute dagli emigrati tra gli anni Cinquanta e Settanta. Un passato duro, messo a confronto con il presente di una Zurigo oggi indicata come una delle città al mondo con la migliore qualità della vita. Il contrasto tra ieri e oggi diventa il cuore del racconto, un modo per misurare quanto sia cambiata, in pochi decenni, la percezione della comunità italiana nella Confederazione.



