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EURO 2032 tra Italia e Turchia: cosa cambia per i tifosi in Svizzera

Venti stadi candidati, dieci sedi da scegliere entro ottobre 2026 e diverse città italiane a poche ore di treno da Zurigo. L’Europeo del 2032 riguarda da vicino anche chi vive in Svizzera.
EURO 2032 tra Italia e Turchia: cosa cambia per i tifosi in Svizzera
August 26, 2026
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EURO 2032 tra Italia e Turchia: cosa cambia per i tifosi in Svizzera

C’è una notizia che, per una volta, non ci arriva da lontano. Il Comitato Esecutivo della UEFA ha assegnato EURO 2032 a Italia e Turchia, che organizzeranno il torneo insieme, e per chi di noi vive quaggiù suona diversa dal solito comunicato sportivo. Vuol dire avere una fase finale di Europeo a poche ore da Zurigo, Basilea o Lugano: partite da vedere dal vivo senza voli intercontinentali e senza trasferte da mettere in agenda con un anno di anticipo. Per una comunità che l’Italia se la porta nel cuore e la raggiunge in giornata, non è un dettaglio da poco. E, come capita alle storie migliori, è cominciata quasi per caso.

L’Europeo che si divide in due

Sarà il sesto Europeo ospitato da più di un Paese. Prima c’erano stati Belgio e Paesi Bassi nel 2000, Austria e Svizzera nel 2008, Polonia e Ucraina nel 2012, l’edizione paneuropea del 2020 giocata in undici città nell’estate del 2021, e il torneo del 2028 affidato a Regno Unito e Repubblica d’Irlanda.

Per l’Italia è la quarta volta da padrona di casa. Gli Europei del 1968 e del 1980 li organizzò da sola, mentre nel 2021 lo Stadio Olimpico di Roma ospitò quattro partite, gara inaugurale compresa. La Turchia, al contrario, non c’era mai riuscita: dopo anni di candidature bocciate, il 2032 sarà la sua prima volta in assoluto.

Gli stadi candidati, dieci resteranno

Le due federazioni hanno messo in campo una lista lunga di impianti. Entro ottobre 2026 la UEFA sceglierà le dieci sedi definitive, cinque per Paese. Ecco, mappa alla mano, dove potrebbe giocarsi l’Europeo: dal Nord Italia a un passo da noi fino alle città turche.

Le città candidate a EURO 2032, in blu l’Italia e in rosso la Turchia

Le città candidate a EURO 2032: in blu l’Italia, in rosso la Turchia.

Sul fronte italiano la lista è lunga e comprende i grandi nomi e diversi progetti da rimettere a nuovo o da costruire da zero.

CittàStadioCapienzaStato
MilanoNew Milan Stadium71.500nuovo
RomaStadio Olimpico70.600da ristrutturare
NapoliNew Napoli Stadium70.000nuovo
RomaNew AS Roma Stadium60.605nuovo
BariStadio San Nicola58.270da ristrutturare
NapoliStadio Maradona54.726da ristrutturare
RomaStadio Flaminio50.750da ristrutturare
FirenzeStadio Artemio Franchi47.282in ristrutturazione
TorinoJuventus Stadium41.685esistente
VeronaStadio Marcantonio Bentegodi39.211da ristrutturare
SalernoStadio Arechi37.800da ristrutturare
PalermoStadio Renzo Barbera36.365da ristrutturare
BolognaStadio Renato Dall'Ara36.000da ristrutturare
GenovaStadio Luigi Ferraris33.205da ristrutturare
LecceStadio Via del Mare32.000da ristrutturare
CagliariNew Stadium30.000nuovo (in ritardo)

Candidature italiane, per capienza. Fonte: dossier di candidatura.

Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli

Lo stadio Maradona di Napoli in una serata di campionato. Foto: Gaetano Capaldo, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons.

In Turchia il fulcro resta Istanbul, con tre impianti in lizza, affiancata dalle sedi dell’Anatolia.

CittàStadioCapienzaStato
IstanbulAtatürk Olympic Stadium77.563da ristrutturare
IstanbulAli Sami Yen Sports Complex53.978esistente
AnkaraNew Ankara Stadium51.160nuovo
IstanbulŞükrü Saracoğlu Stadium47.430da ristrutturare
BursaCentennial Atatürk Stadium43.361esistente
KonyaKonya Metropolitan Municipality Stadium41.600esistente
TrabzonŞenol Güneş Sports Complex40.980esistente
GaziantepGaziantep Stadium35.574esistente
AntalyaAntalya Stadium32.537esistente
EskişehirFethi Heper Stadium32.500esistente

Candidature turche, per capienza.

L Atatürk Olympic Stadium di Istanbul

L’Atatürk Olympic Stadium di Istanbul, il più capiente della lista. Foto: Валерий Дед, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons.

Il nodo, soprattutto in Italia, è sempre lo stesso: gli stadi. Buona parte della lista riguarda impianti da ristrutturare o da tirare su ex novo, e la scadenza di ottobre 2026 servirà anche a capire quali progetti hanno davvero un cantiere serio alle spalle, e non solo un bel rendering.

A un passo da casa

E qui viene la parte che ci tocca da vicino. Se nella lista finale entrassero le sedi del Nord Italia, per i tifosi di casa nostra cambierebbe tutto. Milano è a circa tre ore e mezza di treno diretto da Zurigo, Torino e Verona stanno nel raggio di una giornata, Genova poco più in là. Per le famiglie italiane della Svizzera tedesca e romanda, e naturalmente per il Ticino, significherebbe organizzare una trasferta in giornata o con un solo pernottamento. Un Europeo alla portata di un biglietto ferroviario.

Lo stadio San Siro di Milano

San Siro a Milano, a circa tre ore e mezza di treno da Zurigo. Foto: Ardfern, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Un precedente, del resto, lo conosciamo bene: la Svizzera un Europeo condiviso l’ha già organizzato, nel 2008 con l’Austria. Quella volta si vide quanto il viavai di tifosi oltre confine pesi su treni, alberghi e commercio. Nel 2032 il Paese non sarà tra gli organizzatori, ma rischia di essere uno dei serbatoi di pubblico più caldi verso gli stadi lombardi e piemontesi.

“Play as One”, oltre lo slogan

Il motto scelto dalle due federazioni è “Play as One”. Al di là della formula, la parte di progetto dedicata all’eredità guarda al calcio di base: campi estivi e centri per i più giovani, scuole e società dilettantistiche più legate tra loro, percorsi di sport per ragazzi che partono svantaggiati.

È l’aspetto che parla più da vicino anche a noi, al tessuto delle associazioni italiane all’estero, dove le società sportive della diaspora sono un presidio sociale prima ancora che agonistico. Un Europeo giocato in Italia è una finestra di visibilità e, magari, di risorse per progetti giovanili che oggi vanno avanti a forza di volontariato.

Restano sei anni di lavori, cantieri e verifiche. Ma un appuntamento vero è già segnato in rosso sul calendario: ottobre 2026, quando sapremo in quali dieci città si giocherà per davvero. E se tra quelle ci sarà Milano, sappiamo già chi prenderà il treno.

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