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The Kolors l'intervista esclusiva a Stash: «il pubblico comanda, sempre», a luglio al Moon & Stars

Dopo lo show a Zurigo dello scorso dicembre, la band napoletana si racconta ai microfoni di Tuttoitalia in un'intervista nei camerini fra Italo Disco, spontaneità e nessuna pressione. Il trio si esibirà live a Locarno il 17 luglio al Moon & Stars.
The Kolors l'intervista esclusiva a Stash: «il pubblico comanda, sempre», a luglio al Moon & Stars
July 1, 2026
The Kolors l'intervista esclusiva a Stash: «il pubblico comanda, sempre», a luglio al Moon & Stars

C'è un momento, in qualunque concerto dei The Kolors, in cui il palco smette di essere un palco e diventa un cerchio. Le luci si abbassano, le chitarre si parlano addosso e Stash chiude gli occhi per ascoltare il pubblico. È lì, in quei minuti di improvvisazione, che il trio napoletano formato da Antonio «Stash» Fiordispino alla voce e alla chitarra, Alex Fiordispino alla batteria e Dario Iaculli al basso si è ritrovato anche a Zurigo, sul finale dello show al Komplex 457 dello scorso dicembre, all'interno del loro Europe Tour 2025. Lì, nei camerini, li abbiamo incontrati subito dopo l'esibizione per una conversazione che, a distanza di mesi, racconta più del momento: racconta una filosofia.

Oggi, mentre «Rolling Stones», il loro nuovo singolo uscito a fine marzo, scala le classifiche radio e l'estate italiana si prepara ad accoglierli con il The Kolors Live 2026, riapriamo quel taccuino. Anche perché la promessa fatta quella sera, fra una battuta sul mondo dell'orologeria svizzera e un sorriso autentico, sta per essere mantenuta in modo persino più importante: il 17 luglio 2026 la band torna in Svizzera, in Piazza Grande a Locarno, per uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario europeo, Moon & Stars.

Il club come «habitat naturale»: Zurigo dopo lo stadio e lo Zauberberg

Era la terza volta in tre anni che i The Kolors incontravano il pubblico zurighese. Prima lo stadio, due anni fa, con la sua energia adrenalinica. Poi lo Zauberberg, l'estate successiva, con un'atmosfera più festivaliera. E infine il Komplex 457, una venue da club, raccolta, vibrante. «Ogni concerto è un mondo a sé», ci ha detto Stash poco dopo essere sceso dal palco, ancora con la voce calda della performance. «Ma stasera si è creata un'energia veramente incredibile. Mi ha ricordato i nostri inizi. Il club, secondo me, è proprio l'habitat naturale di una band come la nostra: un power trio dove anche il pubblico fa parte del suono generale. Stasera questa cosa si è sentita al 100%».

L'osservazione non è banale. In un'epoca in cui il successo si misura spesso in capienza, i The Kolors rivendicano la dimensione raccolta come quella più vera. Una posizione coraggiosa, soprattutto per chi, dopo essere stato lanciato da Amici nel 2015, ha attraversato dieci anni di crescita arrivando a riempire stadi e a esibirsi in tour europeo fra Germania, Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

«Comanda il pubblico, decide il pubblico»

Quando gli abbiamo chiesto cosa cambia nel loro approccio fra una venue piccola e un'arena, Stash è stato netto: niente è programmabile. «Dipende tutto dal pubblico che è davanti, non solo dalla quantità ma dalla tipologia. Noi siamo fortunati perché il nostro messaggio sonoro abbraccia dalla nonna alla nipotina. Però dipende tanto da come reagiscono le persone, dall'alchimia che si crea».
Una band, secondo lui, è il riflesso di chi ha davanti: «Se vedi che la gente vuole il ritmo, infili in mezzo le jam session. Stasera abbiamo fatto cose improvvisate che non erano in scaletta. Comanda il pubblico, decide il pubblico. L'improvvisazione, a cui dedichiamo quasi un terzo dello show, è il risultato di quello che chiede il pubblico alla band».

Italo Disco, lezione internazionale: «non esiste una lingua nella musica»

Difficile sopravvalutare cosa abbia significato «Italodisco» per la traiettoria della band. Sei dischi di platino in Italia, oltre 305 milioni di stream, classifiche conquistate in tutta Europa. Ma soprattutto, una rivelazione. «Italodisco ci ha tolto tante convinzioni», ha spiegato Stash. «Se mi avessi chiesto dieci anni fa come sarebbe stato il mio primo concerto a Londra da artista internazionale, ti avrei raccontato qualcosa di completamente diverso da quello che è poi accaduto. Ci siamo resi conto che, a prescindere dalla lingua, Italodisco è stata la chiave di volta».

E poi una frase che vale come manifesto: «Non esiste una lingua nella musica. Vedere tremila persone in Polonia che cantano Festival Bar senza sapere cosa sia il Festival Bar, una cosa italiana degli anni Ottanta, ci ha fatto capire che la gente avverte un mood, uno stato d'animo, un messaggio che va al di là della lingua. Il regalo che ci ha fatto Italodisco è puntare sulla genuinità, sull'autenticità. Che sia in cinese o in aramaico antico, l'importante è che abbia una propria identità».

La ricetta della spontaneità: canzoni che nascono in un autogrill

Un'intervista precedente con la band aveva raccontato come «Italodisco» fosse nata in pochi minuti, quasi per caso. Una storia che ha fatto scuola anche all'interno del trio. «Ci siamo accorti che quello è il modo più bello di fare musica», ha confermato Stash. «Una canzone, nel suo embrione più autentico, nasce in pochi secondi. Stando tanto in giro vieni sedotto dai posti, dalle persone che incontri, da come ti conoscono in posti dove non sei l'Italia. Quella cosa innesca il meccanismo di ricerca dell'autentico».

Le note vocali dell'iPhone sono diventate l'archivio creativo della band: «Ci capita di registrare al volo in macchina, in aereo, al bar, di notte, al ristorante, in autogrill. Da un lato odiamo l'avvento iper-tecnologico del mondo social, dall'altro ringraziamo che da un momento all'altro possiamo schiacciare REC e registrare un ricordo sonoro».

Intervista con i The Kolors
Intervista con i The Kolors

Nessuna pressione: il segreto del nuovo album

Dopo i successi consecutivi di Karma, Un ragazzo una ragazza e Tu con chi fai l'amore, gli abbiamo chiesto come si gestisce la pressione di mantenere quella continuità creativa mentre si lavora a un nuovo disco. La risposta di Stash è stata disarmante nella sua semplicità: «Fregandocene totalmente».

E ha spiegato: «Ci rendiamo conto che a noi viene naturale fare canzoni che piacciono alle persone. Ma soprattutto ci rendiamo conto di essere fortunati, e la fortuna è proprio rendersene conto. Ci sono momenti della vita in cui non riesci a mettere a fuoco quanto è bello quello che stai vivendo, e lo capisci solo a distanza di anni. Noi abbiamo la fortuna di rendercene conto adesso».

Sull'album in lavorazione, le parole sono pesate ma rivelatrici: «Stiamo studiando il disco. Abbiamo materiale completamente diverso una canzone dall'altra ed è difficile scegliere quale sarà il prossimo singolo, in che modo uscire con l'album. Vogliamo che lasci il segno almeno nelle nostre vite. Stiamo pensando di uscire in maniera un po' unconventional, sorprendere le persone, restituire le emozioni positive che ci stanno dando».

A distanza di cinque mesi, parte di quella visione si è già materializzata. Il singolo «Rolling Stones», uscito il 27 marzo, è subito risultato il brano più ascoltato in radio nella settimana di debutto, conquistando il primo posto della classifica EarOne Airplay. Un tuffo nel reggae più fresco e contagioso, con un videoclip che vede protagonisti Eva Henger e Gianni Celeste. L'album, invece, resta ancora un mistero curato, ma quel «modo unconventional» si lascia intravedere.

Il sogno svizzero: da Ginevra a Locarno

Una delle parti più divertenti dell'intervista è arrivata sul finale, quando un fan dalla Svizzera francese aveva chiesto se i The Kolors sarebbero arrivati a Ginevra. Stash, fan dichiarato dell'orologeria svizzera, non ha nascosto l'entusiasmo: «A Ginevra ci voglio andare, è proprio un sogno da sempre. Sono fan, fan, fan sfegatato del mondo dell'orologeria svizzera. Dipende tutto da Gianluca Tozzi se ci porta a Ginevra oppure no». A spuntarla quella sera era stato il loro manager e tour manager Gianluca Tozzi, presente all'incontro, che aveva rilanciato con un sorriso.

Cinque mesi dopo, il sogno si è trasformato. Non Ginevra, ma qualcosa di altrettanto prestigioso, anzi forse di più: Moon & Stars a Locarno. Il festival che ha ospitato Bob Dylan, Elton John, Sting e i più grandi nomi del pop internazionale aprirà il suo palco di Piazza Grande il 17 luglio 2026 ai The Kolors. Un riconoscimento che certifica lo status internazionale della band e segna un'altra tappa del loro radicamento svizzero.

Sul palco con Alan Walker e Rita Ora: la serata del 17 luglio

A Locarno, però, i The Kolors non saranno soli. La serata di venerdì 17 luglio è una delle più attese del festival e mette in fila tre anime diverse del pop contemporaneo. Ad aprire la Piazza sarà proprio il trio napoletano, che scalderà il pubblico subito prima dei due headliner: la popstar britannica Rita Ora e il produttore e dj norvegese Alan Walker, autore di inni elettronici da centinaia di milioni di ascolti come «Faded» e «Alone». A completare il cartellone della serata, Gloria Amelia e Nicolò Martire. Le porte della Piazza Grande si aprono alle 17.30, il concerto parte alle 19.15.

Moon & Stars 2026: undici serate in Piazza Grande, con l'Italia protagonista

L'appuntamento con i The Kolors è solo una tessera di un cartellone che, dal 9 al 19 luglio 2026, trasforma Piazza Grande in uno dei palchi più importanti d'Europa. E l'Italia, quest'anno, ha un posto di primo piano. La serata inaugurale del 9 luglio parla italiano con Emis Killa e Rkomi, tra i nomi di punta del rap, e Sal Da Vinci, voce simbolo della canzone napoletana. Il 16 luglio tocca a Max Pezzali, che porta in Piazza Grande gli inni generazionali degli 883, e a Noemi, tra le interpreti più solide del pop d'autore italiano. Accanto a loro, i grandi nomi internazionali del festival: Duran Duran, Jamiroquai, OneRepublic, Lewis Capaldi, Roxette e Sarah Connor.

Ecco il programma completo, serata per serata:

Giovedì 9 luglio: Emis Killa, Rkomi, Sal Da Vinci, Weekend Phantom, Daniel Kemish
Venerdì 10 luglio: Gölä, Bligg, EifachBen, Sento, Ikan Hyu
Sabato 11 luglio: Roxette, Kim Wilde, Dario Hess Band, Skip
Domenica 12 luglio: Duran Duran, Hurts, Happy For Real, Julie Fox
Lunedì 13 luglio: Jamiroquai, LP, Noorai & Steven, Motema
Martedì 14 luglio: OneRepublic, Jessie J, Pascal Gamboni, The Vad Vuc
Mercoledì 15 luglio: Lewis Capaldi, Giant Rooks, Seulfa, Noemi Beza
Giovedì 16 luglio: Max Pezzali, Noemi, Nina Valotti, Tobias Jensen
Venerdì 17 luglio: Alan Walker, Rita Ora, The Kolors, Gloria Amelia, Nicolò Martire
Sabato 18 luglio: Trauffer, Stubete Gäng, Heimatliebi, Lea Wildhaber, Johnny Nabu
Domenica 19 luglio: Sarah Connor, Wincent Weiss, Laskaar, Sivilian

I biglietti per tutte le date sono disponibili sul sito ufficiale di Moon & Stars.

Quando vederli dal vivo: tutte le date di The Kolors Live 2026

Il tour estivo della band, prodotto da Friends & Partners in collaborazione con Colorsound, prenderà il via il 3 luglio dal Mirano Summer Festival e farà tappa in tutta Italia, con un'unica data svizzera. Ecco il calendario completo:

3 luglio 2026: Mirano (VE), Mirano Summer Festival
17 luglio 2026: Locarno (Svizzera), Moon & Stars, Piazza Grande
18 luglio 2026
: Assisi (PG), Assisi Summer Festival, Rocca Maggiore
4 agosto 2026
: Gavorrano (GR), Teatro delle Rocce
14 agosto 2026
: Asiago (VI), Asiago Live 2026, Piazza Carli

I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei circuiti autorizzati abituali.

L'incontro nei camerini del Komplex 457 ci ha lasciato la sensazione di una band sicura di sé non per arroganza ma per lucidità. I The Kolors sanno cosa li ha portati fin qui (la genuinità), sanno cosa cercano (l'alchimia con il pubblico) e sanno cosa non vogliono (la pressione del mercato). E la prossima estate, sotto le stelle di Piazza Grande, Locarno avrà l'occasione di verificarlo dal vivo.

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