Mario Parisi, è nato a Buccino in provincia di Salerno, ed è arrivato in Svizzera nel 1981, precisamente a Winterthur e da quel giorno non è più tornato a vivere in Italia per amore della moglie conosciuta in Svizzera. Ha avviato la sua attività Art-Foto-Studio Parisi nel 1985 e successivamente ha aperto anche un negozio affianco allo studio. Si occupa di servizi fotografici di vario genere: da matrimoni a cerimonie, da moda a design, di pubblicità e infine servizi fotografici di bouduar e nudi artistici. Nel 1999, infine, si stabilisce nella sede attuale, ben 250 metri quadrati di spazio dedicato con amore ed attenzione al negozio e alle sale di scatto.
Signor Parisi da dove nasce la passione per la fotografia? «Io credo che la passione per la fotografia sia qualcosa di innato. Ce l’ho avuta dentro da sempre questa attitudine e credo che una buona dose di sensibilità ed empatia aiuti sicuramente nel fare questo mestiere. A 12 anni, grazie ad un collega fotografo che mi prestò la sua macchina Yashica biottica iniziai a fare foto. Mi definisco un po’ come un romanziere, che invece di saper usare bene le parole, riesce a farlo con le immagini che rappresentano lo stato d’animo delle persone che riprendo e a descrivere le loro emozioni più intime. Mi piace parlare con i miei clienti prima di uno shooting per metterli a proprio agio, solo così si può tirare fuori la vera energia».

Che cosa significa per Lei lo stile boudoir?
«Per me è la massima espressione della donna, della sua sensualità e del suo corpo, mai in maniera volgare. Una volta, anni fa, la donna aveva più tempo per la propria cura personale, non c’era tutto questo stress di oggigiorno e lei poteva dedicarsi maggiormente a sè stessa e al suo benessere. Nella sua stanza soleva esserci un tavolino e uno specchio dove lei si poteva truccare e sistemare per farsi bella per sè stessa e poi per il proprio uomo. Così, ritraggo donne in intimo e lingerie per poi passare ad un’altra mia grande passione, il nudo artistico. Come un quadro senza cornice, il nudo è l’espressione per eccellenza dell’intimità più profonda e pura della persona».
Che cosa ama fotografare di più? «Quello che più mi piace è il nudo artistico e il boudoir. Tramite uno sguardo, una posa, un sorriso riesco a cogliere l’emozione della persona, indipendentemente dal genere e credo che per riuscire a fare bene questo mestiere bisogna saper vivere di emozioni intense e saperle cogliere nei soggetti fotografati. Normalmente fotografo in studio, ma anche in esterna, dipende dalla volontà del cliente. Ci sono delle visagiste che si occupano di preparare il trucco e parrucco, mentre l’intimo possiamo fornirlo noi come lo possono portare direttamente i clienti, questo va a scelta. Ho lavorato molto anche per eventi luxury, ad esempio mi è capitato di seguire un tour di Ferrari per la Svizzera che durò un fine settimana».





