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Elezioni politiche 2027: in che mese si vota e perché la data non è ancora decisa

La legislatura scade il 13 ottobre 2027 ma il voto potrebbe arrivare già in primavera, insieme alle comunali di Roma, Milano e Napoli. I paletti fissati dalla Costituzione, le due finestre sul tavolo, chi decide davvero e la prima scadenza che riguarda gli italiani in Svizzera.
Elezioni politiche 2027: in che mese si vota e perché la data non è ancora decisa
September 29, 2026
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Elezioni politiche 2027: in che mese si vota e perché la data non è ancora decisa

Quando si torna a votare per il Parlamento? A poco più di un anno dalla fine naturale della legislatura la risposta onesta è che una data ufficiale non c'è. Ci sono però dei paletti che nessuno può spostare, due finestre realistiche di cui si discute apertamente a Roma e un solo soggetto che ha l'ultima parola. Li mettiamo in fila, perché dal mese scelto dipendono anche alcune scadenze per chi vota dall'estero.

Il paletto fisso: ottobre 2027

La diciannovesima legislatura si è aperta con la prima seduta delle Camere il 13 ottobre 2022. L'articolo 60 della Costituzione fissa la durata in cinque anni, quindi la scadenza naturale cade il 13 ottobre 2027. L'articolo 61 aggiunge che le nuove elezioni devono tenersi entro settanta giorni dalla fine delle Camere precedenti. Fatti i conti, anche nello scenario più lungo possibile si vota entro dicembre 2027.

Nella pratica, quando una legislatura arriva al termine, le urne si aprono a ridosso della scadenza e non all'ultimo giorno utile. L'ultimo precedente è quello del 2018: la legislatura nata nel marzo 2013 si chiuse con il voto del 4 marzo, poche settimane prima dei cinque anni pieni.

E il 2028?

Molti cercano le «elezioni politiche 2028», ma le politiche non possono slittare al 2028. L'unica eccezione prevista dalla Costituzione è la proroga delle Camere per legge in caso di guerra. Quello che può scivolare nel nuovo anno, se si votasse a fine autunno, è il resto della macchina: la prima seduta del nuovo Parlamento arriva entro venti giorni dal voto e dopo servono le consultazioni al Quirinale e la fiducia al governo.

Il 2028 sarà comunque un anno di urne, ma di altro tipo. Tornano al voto la Lombardia, il Lazio, il Friuli-Venezia Giulia, il Molise e le province autonome di Trento e di Bolzano, oltre a un nuovo turno di comunali in primavera. Il calendario completo è nel nostro articolo sulle elezioni in Italia nel 2027 e nel 2028.

La prima finestra: primavera, insieme alle comunali

Nella primavera del 2027 si rinnovano i sindaci di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna, oltre a decine di altri capoluoghi. Da mesi a Palazzo Chigi si ragiona su un election day che metta politiche e amministrative nella stessa domenica. Nelle ricostruzioni dei giornali sono circolate diverse date, tra cui il 18 aprile e il 23 o il 30 maggio 2027, nessuna delle quali ha finora un valore ufficiale.

L'argomento principale a favore della primavera è il calendario dei conti pubblici. Votare in autunno significa arrivare alle urne proprio mentre il governo dovrebbe scrivere la legge di bilancio. Per questo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha definito la primavera la scelta più sensata. Secondo alcune ricostruzioni il Quirinale considererebbe un anticipo solo se abbinato alle comunali, così da non chiamare gli elettori alle urne due volte a distanza di pochi mesi.

La seconda finestra: autunno, a fine legislatura

Dentro la maggioranza non tutti sono d'accordo. Il leader della Lega Matteo Salvini ha detto più volte di voler arrivare a fine legislatura, in autunno 2027. Anche il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha indicato come data giusta la scadenza naturale, lasciando aperta al massimo l'ipotesi di anticipare di uno o due mesi. Le opposizioni si dicono pronte in qualunque momento e nel Partito democratico c'è chi, come Stefano Bonaccini, sostiene che prima si vota meglio è.

Chi decide davvero

Non il governo. Lo scioglimento anticipato delle Camere è una prerogativa del presidente della Repubblica, che secondo l'articolo 88 della Costituzione deve prima sentire i presidenti di Camera e Senato. Solo dopo lo scioglimento il Consiglio dei ministri delibera il decreto che fissa la data. La legge prevede che tra la pubblicazione del decreto e il voto passino almeno quarantacinque giorni. Tradotto: per votare ad aprile le Camere andrebbero sciolte già nel febbraio 2027. Quando in Italia comincerà a circolare la notizia dello scioglimento, mancheranno circa due mesi alle urne.

Il nodo della legge elettorale

Sulla scelta pesa anche la riforma del sistema di voto. Il Senato ha approvato il 15 settembre 2026 la nuova legge elettorale con 113 voti favorevoli e 71 contrari. Il testo è tornato alla Camera per la terza lettura e il voto finale è atteso intorno all'8 ottobre. Se passerà senza altre modifiche, si voterà con un sistema proporzionale corretto da un premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, che scatta solo se la stessa lista o coalizione arriva prima in entrambi i rami del Parlamento con almeno il 42 per cento dei voti. Le liste avranno sette candidati, con il capolista bloccato e fino a tre preferenze.

Cosa cambia per chi vive in Svizzera

Per gli iscritti all'AIRE il mese del voto cambia poco nella sostanza: alle politiche si vota per corrispondenza e il plico arriva a casa senza bisogno di chiedere nulla. Cambia invece una scadenza da segnarsi subito. Chi preferisce votare di persona in Italia deve comunicarlo per iscritto al proprio consolato entro il 31 dicembre 2026 se la legislatura arriva alla scadenza naturale. Se invece le Camere vengono sciolte in anticipo, il termine diventa di dieci giorni dall'indizione delle elezioni. La nuova legge elettorale, inoltre, ridisegna la circoscrizione Estero: tutti i passaggi sono nella nostra guida su come votano gli italiani in Svizzera alle politiche 2027.

La rubrica Politica aggiornerà questo articolo appena ci saranno lo scioglimento delle Camere e il decreto con la data. Chi vuole ricevere un avviso per email quando si vota può scriverci a votazioni@tuttoitalia.ch indicando comune e regione di provenienza.

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