La Svizzera è da sempre uno dei Paesi con più elettori italiani al mondo: nel 2016 era terza, dopo l'Argentina e la Germania, con oltre 480.000 connazionali iscritti. Quando si voterà per il nuovo Parlamento, una data che ancora non c'è e che raccontiamo nel nostro articolo su in che mese si vota alle politiche 2027, la stragrande maggioranza di loro lo farà dal tavolo di cucina, tra Zurigo, Basilea, Ginevra e il Ticino. Il sistema funziona bene se si conoscono le poche regole che contano. Eccole, nell'ordine in cui servono.
Chi vota per posta
Votano per corrispondenza i cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero. Dal 2022 si vota a diciotto anni sia per la Camera sia per il Senato, perché la riforma costituzionale del 2021 ha abbassato l'età per eleggere i senatori. Non serve alcuna domanda: il plico viene spedito d'ufficio dal consolato.
Il punto debole è l'indirizzo. Il plico arriva dove l'AIRE crede che abitiate, quindi chi ha traslocato negli ultimi anni farebbe bene a controllare adesso i propri dati sul portale consolare Fast It. Il momento giusto è ora, non quando le elezioni saranno già indette.
Il percorso del plico
Una volta fissata la data, il consolato spedisce il plico al più tardi diciotto giorni prima del voto. Dentro ci sono il certificato elettorale, la scheda o le schede, una busta piccola bianca e una busta già affrancata con l'indirizzo del consolato. Si vota a penna sulla scheda, la si chiude nella busta piccola e si infila tutto nella busta affrancata insieme al tagliando staccato dal certificato.
La busta deve arrivare al consolato entro le ore 16 del giovedì che precede la domenica del voto in Italia. Non conta la data di spedizione ma quella di arrivo, quindi conviene imbucarla appena compilata. Le ambasciate consigliano di spedirla almeno dieci giorni prima del voto. Chi a quattordici giorni dal voto non ha ancora ricevuto nulla può presentarsi di persona al proprio consolato e chiedere un duplicato.
Chi preferisce votare in Italia
Si può rinunciare al voto per posta e votare di persona nel proprio comune di iscrizione elettorale, ma solo con una comunicazione scritta al consolato. Qui c'è la scadenza più vicina e meno conosciuta. Se la legislatura arriva alla fine naturale, il termine per scegliere di votare in Italia è il 31 dicembre dell'anno precedente, cioè il 31 dicembre 2026. Se invece le Camere vengono sciolte in anticipo, per esempio per un voto in primavera, il termine diventa di dieci giorni dall'indizione delle elezioni.
L'opzione vale per una sola consultazione e va rinnovata ogni volta. Chi la esercita non vota più per i candidati della circoscrizione Estero ma per quelli del collegio italiano in cui si trova il suo comune. Il viaggio è a suo carico.
Chi è in Svizzera solo per qualche mese
Studenti, lavoratori in distacco e ricercatori che restano in Svizzera almeno tre mesi senza essere iscritti all'AIRE sono elettori temporaneamente all'estero. Anche loro possono votare per posta, ma solo su domanda: la richiesta va inviata al comune italiano di iscrizione elettorale entro il trentaduesimo giorno prima del voto. Votano per i candidati del proprio collegio italiano, non per quelli della circoscrizione Estero.
Chi eleggiamo dall'estero
Dopo il taglio dei parlamentari la circoscrizione Estero elegge otto deputati e quattro senatori. Oggi è divisa in quattro ripartizioni e quella Europa, di cui fa parte la Svizzera, elegge tre deputati e un senatore. Nel 2022 gli eletti in Europa sono stati Toni Ricciardi del Partito democratico, Simone Billi del centrodestra e Federica Onori del Movimento 5 Stelle alla Camera, con Andrea Crisanti del Partito democratico al Senato. Ricciardi e Billi sono entrambi legati alla Svizzera.
Cosa cambia con la nuova legge elettorale
La riforma approvata dal Senato il 15 settembre 2026, che attende il voto finale della Camera atteso intorno all'8 ottobre, non tocca il numero degli eletti all'estero ma cambia la geografia. Per la Camera le ripartizioni passano da quattro a due: l'Europa resta autonoma, mentre America meridionale, America settentrionale e centrale, Africa, Asia, Oceania e Antartide vengono riunite in una sola ripartizione. Per il Senato l'intera circoscrizione Estero diventa un collegio unico. Il testo prevede anche un ufficio elettorale presso ogni consolato per aggiornare gli elenchi degli elettori e strumenti basati sulla blockchain per rendere più sicuro il voto per corrispondenza. Il voto per posta resta la modalità ordinaria.
Le elezioni che non si votano per posta
Vale la pena ripeterlo, perché la primavera del 2027 porterà al voto Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna. Alle comunali e alle regionali non esiste alcuna forma di voto dall'estero: si vota solo rientrando nel comune di iscrizione elettorale. Il calendario completo è nel nostro articolo sulle elezioni in Italia nel 2027 e nel 2028.
Le regole ufficiali sono sulla pagina dell'Ambasciata d'Italia a Berna e su quella del Ministero dell'Interno. Chi vuole ricevere un promemoria per email prima di ogni scadenza può scriverci a votazioni@tuttoitalia.ch indicando comune e regione di provenienza.