
Il secondo appuntamento della rubrica Politica è un calendario, perché è esattamente quello che manca a chi vive fuori dall'Italia. Nei prossimi due anni gli italiani sono chiamati a rinnovare quasi tutto: le Camere, i sindaci delle città più grandi del Paese, cinque consigli regionali e le due province autonome. Per chi vive in Svizzera la domanda pratica è sempre la stessa, e la risposta cambia da elezione a elezione: che cosa posso votare da qui, e per che cosa devo prendere un treno.
La regola di fondo è semplice e conviene tenerla a mente per tutto il resto dell'articolo. Alle elezioni politiche e ai referendum gli iscritti all'AIRE votano per corrispondenza nella Circoscrizione Estero, e il plico con la scheda arriva a casa senza bisogno di chiedere nulla. Alle comunali e alle regionali, invece, non esiste alcuna forma di voto dall'estero: si vota solo di persona nel comune di iscrizione elettorale, quello di origine, che invia una cartolina-avviso con le modalità e le agevolazioni di viaggio previste di volta in volta. Le elezioni dei Comites, infine, si votano per posta ma soltanto su domanda presentata in anticipo al consolato.
L'appuntamento più pesante del 2027 sono le elezioni politiche. La diciannovesima legislatura si è aperta il 13 ottobre 2022 e arriva alla scadenza naturale il 13 ottobre 2027, con il voto da fissare entro settanta giorni dallo scioglimento delle Camere. Da mesi, però, circola con insistenza l'ipotesi di un anticipo alla primavera, tra aprile e giugno, sia per riportare le politiche nella finestra tradizionale sia per accorparle alle comunali in un unico election day. Nessuna data è stata fissata e nessuno oggi può indicarla con certezza, perché dipende dalla riforma della legge elettorale e dalla prossima manovra. Quello che è certo è il meccanismo: quando le votazioni saranno indette, gli iscritti all'AIRE riceveranno il plico per corrispondenza in automatico, e chi preferisce votare in Italia dovrà comunicare l'opzione al proprio consolato entro il decimo giorno successivo all'indizione, con una scelta da rinnovare a ogni consultazione.
Nella primavera del 2027 si vota per i sindaci, ed è la tornata amministrativa più grande da anni. Confluiscono nello stesso turno due gruppi di comuni: quelli andati alle urne nell'ottobre 2021, nella coda della gestione pandemica, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste, e quelli che hanno votato nel giugno 2022, tra cui Palermo, Genova, Verona, Parma, Messina, L'Aquila e Catanzaro. Le stime parlano di circa cinque milioni e mezzo di elettori nelle sole grandi città. La finestra prevista dalla legge 182 del 1991 va da metà aprile a metà giugno, con le indicazioni che al momento convergono sulla seconda metà di aprile, ma l'elenco definitivo dei comuni e la data esatta arrivano solo con il decreto del Ministero dell'Interno, di norma tra febbraio e marzo. Per chi vive in Svizzera è la tornata che richiede più organizzazione, perché il voto si esprime solo rientrando nel proprio comune.
Sempre nel 2027, in autunno, si rinnovano il presidente della Regione e l'Assemblea regionale siciliana, a cinque anni dal voto del settembre 2022. È l'unica regione al voto in tutto l'anno, e vale anche in questo caso la regola del rientro. Nello stesso anno, ma senza urne aperte ai cittadini, si rinnova il Consiglio generale degli italiani all'estero: è un'elezione di secondo grado, in cui votano i componenti dei Comites eletti il 4 dicembre 2026 e i rappresentanti delle associazioni.
Il 2028 è invece l'anno delle regioni. Tornano al voto la Lombardia e il Lazio, che avevano votato nel febbraio 2023, il Friuli-Venezia Giulia dell'aprile 2023, il Molise del giugno 2023 e le due province autonome di Trento e di Bolzano, che avevano rinnovato i rispettivi consigli nell'ottobre 2023. Vale la pena chiarire un equivoco frequente: il Trentino-Alto Adige non elegge più un consiglio regionale in quanto tale dal 2003, perché il consiglio della Regione è composto dai consiglieri eletti nelle due province autonome.
Nella primavera del 2028 tocca ai comuni che avevano votato nel maggio 2023, un gruppo in cui rientrano Brescia, Ancona, Catania, Pisa, Vicenza, Terni, Siena, Massa, Treviso, Sondrio, Imperia, Brindisi, Teramo e Latina. Anche qui l'elenco ufficiale sarà quello del decreto ministeriale della primavera precedente.
Sul 2028 pesa infine un'incognita che riguarda direttamente il voto per corrispondenza. La riforma costituzionale sull'elezione diretta del presidente del Consiglio è ancora in discussione in Parlamento e la maggioranza non ha i due terzi necessari a evitare il passaggio popolare: se l'iter si completa, serve un referendum confermativo, che si vota senza quorum e a cui gli italiani all'estero partecipano per posta come per ogni altro referendum. Le indicazioni emerse nell'estate 2026 collocano quel referendum nel 2028, ma è uno scenario, non una data.
Riepilogo delle scadenze, con l'avvertenza che restano da confermare con i rispettivi decreti.
4 novembre 2026: termine per la domanda di iscrizione nell'elenco degli elettori per le elezioni dei Comites.
4 dicembre 2026: elezioni dei Comites, voto per corrispondenza, la busta deve arrivare al consolato entro le 24.
Primavera 2027: elezioni comunali, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Palermo, Genova, Verona, Parma, Messina, L'Aquila e Catanzaro.
2027: elezioni politiche, tra l'ipotesi di anticipo in primavera e la scadenza naturale della legislatura in autunno. Voto per corrispondenza dall'estero.
Autunno 2027: elezioni regionali in Sicilia.
2027: rinnovo del Consiglio generale degli italiani all'estero, elezione di secondo grado.
2028: elezioni regionali in Lombardia, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Molise e nelle province autonome di Trento e Bolzano.
Primavera 2028: elezioni comunali, tra cui Brescia, Ancona, Catania, Pisa, Vicenza, Terni, Siena, Massa, Treviso, Sondrio, Imperia, Brindisi, Teramo e Latina.
2028: possibile referendum costituzionale sull'elezione diretta del presidente del Consiglio, se la riforma completa l'iter parlamentare.
Questa rubrica terrà aggiornato il calendario a ogni decreto, e avviserà per email chi lo chiede quando si vota nel suo comune o nella sua regione d'origine. Chi vuole ricevere gli avvisi può segnalarcelo indicando comune e regione di provenienza scrivendo a votazioni@tuttoitalia.ch.