Questo articolo è un calendario, perché è esattamente quello che manca a chi vive fuori dall'Italia. Nei prossimi due anni gli italiani sono chiamati a rinnovare quasi tutto: le Camere, i sindaci delle città più grandi del Paese, cinque consigli regionali e le due province autonome. Per chi vive all'estero, in Svizzera come altrove, la domanda pratica è sempre la stessa e la risposta cambia da elezione a elezione: che cosa posso votare da qui e per che cosa devo prendere un treno.
La regola di fondo è semplice e conviene tenerla a mente per tutto il resto dell'articolo. Alle elezioni politiche e ai referendum gli iscritti all'AIRE votano per corrispondenza nella Circoscrizione Estero e il plico con la scheda arriva a casa senza bisogno di chiedere nulla. Alle comunali e alle regionali, invece, non esiste alcuna forma di voto dall'estero: si vota solo di persona nel comune di iscrizione elettorale, quello di origine, che invia una cartolina-avviso con le modalità e le agevolazioni di viaggio previste di volta in volta. Le elezioni dei Comites, infine, si votano per posta ma soltanto su domanda presentata in anticipo al consolato.
L'appuntamento più pesante del 2027 sono le elezioni politiche. La diciannovesima legislatura si è aperta il 13 ottobre 2022 e arriva alla scadenza naturale il 13 ottobre 2027. La Costituzione impone di votare entro settanta giorni dalla fine delle Camere precedenti, quindi al più tardi entro dicembre 2027: le politiche non possono slittare al 2028. Da mesi, però, circola con insistenza l'ipotesi di un anticipo alla primavera, con un election day che metta politiche e comunali nella stessa domenica. Sui giornali sono comparse date come il 18 aprile oppure il 23 o il 30 maggio 2027, nessuna delle quali ha valore ufficiale. La Lega di Matteo Salvini e Forza Italia di Antonio Tajani preferiscono invece arrivare a fine legislatura, in autunno. L'ultima parola spetta al presidente della Repubblica, l'unico che può sciogliere le Camere in anticipo.
Nel frattempo sta cambiando la legge con cui si voterà. Il 15 settembre 2026 il Senato ha approvato la nuova legge elettorale con 113 voti favorevoli e 71 contrari. Il testo è tornato alla Camera per la terza lettura, con il voto finale atteso intorno all'8 ottobre. Prevede un sistema proporzionale con un premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, che scatta solo se la stessa lista o coalizione arriva prima in entrambi i rami del Parlamento con almeno il 42 per cento dei voti. Per chi vive fuori dall'Italia la novità principale riguarda la geografia della Circoscrizione Estero: alla Camera le ripartizioni passano da quattro a due, con l'Europa che resta autonoma, mentre al Senato l'intera circoscrizione diventa un collegio unico. Il numero degli eletti all'estero resta di otto deputati e quattro senatori e il voto per corrispondenza resta la modalità ordinaria.
Quello che è certo è il meccanismo: quando le votazioni saranno indette, gli iscritti all'AIRE riceveranno il plico per corrispondenza in automatico e chi preferisce votare in Italia dovrà comunicare l'opzione al proprio consolato. Il termine è il 31 dicembre dell'anno precedente se si vota alla scadenza naturale della legislatura, cioè il 31 dicembre 2026. Scende invece al decimo giorno dopo l'indizione se le Camere sono sciolte in anticipo o in caso di referendum. La scelta vale per una sola consultazione e va rinnovata ogni volta.
Nella primavera del 2027 si vota per i sindaci ed è la tornata amministrativa più grande da anni. Confluiscono nello stesso turno due gruppi di comuni. Il primo è quello andato alle urne nell'ottobre 2021, nella coda della gestione pandemica, con Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Trieste. Il secondo è quello che ha votato nel giugno 2022, con Palermo, Verona, Parma, L'Aquila e Catanzaro. Le stime parlano di circa cinque milioni e mezzo di elettori nelle sole grandi città. La finestra ordinaria prevista dalla legge 182 del 1991 va dal 15 aprile al 15 giugno. L'elenco definitivo dei comuni e la data esatta arrivano con il decreto del ministro dell'Interno, di norma tra febbraio e marzo. Nelle regioni a statuto speciale provvede invece la Regione: è il caso di Palermo con la Regione Siciliana e di Trieste con il Friuli-Venezia Giulia. Per chi vive all'estero è la tornata che richiede più organizzazione, perché il voto si esprime solo rientrando nel proprio comune.
Sempre nel 2027, in autunno, si rinnovano il presidente della Regione e l'Assemblea regionale siciliana, a cinque anni dal voto del settembre 2022. È l'unica regione al voto in tutto l'anno e vale anche in questo caso la regola del rientro. Nello stesso anno, ma senza urne aperte ai cittadini, si rinnova il Consiglio generale degli italiani all'estero: è un'elezione di secondo grado, in cui votano i componenti dei Comites eletti il 4 dicembre 2026 e i rappresentanti delle associazioni.
Il 2028 è invece l'anno delle regioni. Tornano al voto la Lombardia e il Lazio, che avevano votato nel febbraio 2023, il Friuli-Venezia Giulia dell'aprile 2023, il Molise del giugno 2023 e le due province autonome di Trento e di Bolzano, che avevano rinnovato i rispettivi consigli nell'ottobre 2023. Vale la pena chiarire un equivoco frequente: il Trentino-Alto Adige non elegge più un consiglio regionale in quanto tale dal 2003, perché il consiglio della Regione è composto dai consiglieri eletti nelle due province autonome.
Nella primavera del 2028 tocca ai comuni che avevano votato nel maggio 2023, un gruppo in cui rientrano Brescia, Ancona, Catania, Pisa, Vicenza, Terni, Siena, Massa, Treviso, Sondrio, Imperia, Brindisi, Teramo e Latina. Anche qui l'elenco ufficiale sarà quello del decreto della primavera precedente.
Resta infine la riforma costituzionale sull'elezione diretta del presidente del Consiglio, il cosiddetto premierato. Approvata in prima lettura dal Senato nel giugno 2024, da allora è ferma in commissione alla Camera. Una modifica della Costituzione richiede due deliberazioni per ciascuna Camera a distanza di almeno tre mesi l'una dall'altra. I tempi per concluderla prima della fine della legislatura non ci sono più e con lo scioglimento delle Camere il testo decade. Buona parte di quell'obiettivo la maggioranza lo ha trasferito nella nuova legge elettorale, che le opposizioni definiscono un «premierato in miniatura». Un referendum confermativo, al quale gli italiani all'estero parteciperebbero per posta, potrebbe arrivare solo se il prossimo Parlamento riprendesse la riforma da capo.
Riepilogo delle scadenze
Le date dei Comites sono ufficiali, perché le elezioni sono state indette il 3 settembre 2026. Le altre restano da confermare con i rispettivi decreti.
4 novembre 2026: termine per la domanda di iscrizione nell'elenco degli elettori per le elezioni dei Comites.
15 novembre 2026: entro questa data arriva il plico a chi si è iscritto all'elenco degli elettori dei Comites.
4 dicembre 2026: elezioni dei Comites con voto per corrispondenza. La busta deve arrivare al consolato entro le 24.
31 dicembre 2026: termine per comunicare al consolato l'opzione di voto in Italia alle politiche, se la legislatura arriva alla scadenza naturale.
Primavera 2027: elezioni comunali, tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Palermo, Verona, Parma, L'Aquila e Catanzaro.
2027: elezioni politiche, tra l'ipotesi di un election day in primavera e la scadenza naturale della legislatura in autunno, al più tardi entro dicembre. Voto per corrispondenza dall'estero.
Autunno 2027: elezioni regionali in Sicilia.
2027: rinnovo del Consiglio generale degli italiani all'estero, elezione di secondo grado.
2028: elezioni regionali in Lombardia, Lazio, Friuli-Venezia Giulia, Molise e nelle province autonome di Trento e Bolzano.
Primavera 2028: elezioni comunali, tra cui Brescia, Ancona, Catania, Pisa, Vicenza, Terni, Siena, Massa, Treviso, Sondrio, Imperia, Brindisi, Teramo e Latina.
Questa rubrica terrà aggiornato il calendario a ogni decreto e avviserà per email chi lo chiede quando si vota nel suo comune o nella sua regione d'origine. Chi vuole ricevere gli avvisi può segnalarcelo indicando comune e regione di provenienza scrivendo a votazioni@tuttoitalia.ch.
Articolo aggiornato il 29 settembre 2026.