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venerdì 30 ottobre 2020
 

DIFENDIAMO LA VERA CUCINA ITALIANA

Si chiama Giuseppe Fiorino, il simpatico ristoratore che ha scelto di far leccare i baffi con le sue pizze creative ai tanti clienti che si affollano intorno al suo ristorante, Ristorante Sternen & Pizzeria D.O.C., in quella splendida cittadina che è Lachen.
Assieme a lui, l'instancabile moglie Eva. Insieme, formano una coppia imbattibile per la loro professionalità e simpatia, nonché per l'ottima cucina italiana. Ideale per delle simpatiche serate tra amici o anche per una romantica cenetta a lume di candela, il locale, che conta 65 posti, si divide in due sale: una tipicamente rustica e l'altra più sofisticata ed elegante.

Il signor Fiorino, nato il 23 gennaio 1959, siciliano di origine, esattamente di Pietraperzia (EN), prima di arrivare a realizzare il suo sogno, ha avuto un passato professionale ricco e vario di esperienze. Ce lo racconta con simpatia e semplicità.

Signor Fiorino, lei è nato in Sicilia. Come si è ritrovato in Svizzera?
Per sbaglio! (ride)

Avrebbe preferito rimanere in Italia?
Non precisamente. Da ragazzino, nella mia Sicilia, io voglia di studiare non ne avevo proprio. E quindi mi arruolai nell'esercito: ci rimasi cinque anni come sottufficiale, un'esperienza da... esaurimento nervoso.
Nell'esercito divenni anche istruttore di scuola guida tanto che quando me ne andai, completamente stufo, l'idea era quella si lavorare nella ditta di trasporti di un parente.... che però si era dimenticato di dirmi che la ditta stava fallendo...
Per cui mi sono ritrovato fuori dall'esercito senza prospettive, a fare il manovale. Storia durata due anni, fino a quando conobbi una svizzera: arrivai quindi a Wald il 27 aprile 1983, e dopo qualche mesetto la storia con quella ragazza finì.
Ma avevo trovato lavoro in una fabbrica di tessitura e quindi rimasi.

Quindi da sottufficiale a istruttore di scuola guida a manovale e poi ancora operaio tessile...
Non è mica finita qui! In quella fabbrica a Wald, dopo tre anni e mezzo, ero diventato uno zombie perché io lavoravo di notte. Non le dico come camminavo e come andavo in giro: bianco come un morto, occhiaie, magro magro... una vitaccia!
Per cui cambiai settore e lavoro... mi buttai nella metallurgia. Dopo due anni ero diventato un robot, praticamente mi muovevo come un trapano automatico, a balzelli.
In seguito ho lavorato in una fabbrica di lattex e poi ancora come autista per una ditta edile.
Quindi mi cimentai nella gastronomia: a Rüti cercavano un apprendista pizzaiolo: e così divenni anche pizzaiolo. E da lì non ho più lasciato il mondo della cucina: ho lavorato in diversi ristoranti, come pizzaiolo e come cuoco, fino a quando mi sono deciso di mettermi in proprio.

Quale è stata la molla che le ha fatto scattare la voglia di gestire un locale tutto suo?
Mi sono avvicinato alla gastronomia così mi ero avvicinato alla metallurgia e all'edilizia, pensando che fosse un lavoro come un altro. Poi, pian piano, mi sono appassionato, talmente tanto che ho deciso di seguire un corso per pizzaioli professionisti, in Italia, alla Confesercenti.
Mi sono preso il diploma ed è stato come se mi dicessi: "Adesso cominciamo a fare sul serio". Dopo anni di esperienza in cucina quindi, non appena si è presentata l'occasione di avere un locale tutto mio, l'ho colto al volo.

E'stato facile?
Per niente: in un primo momento ero in uno stato di grazia, di euforia pura... Poi, ho capito che senza clienti l'euforia non bastava. Dovevo ancora farmi un nome, e non è che la cosa capita così, da un giorno all'altro.
La gente non ti conosce, sei alla fine dei conti, uno straniero, c'è scetticismo: senza pazienza e nervi saldi, non ci vuole niente a chiudere baracca. Provvidenziale fu la festa annuale del paese: tutte le giostre erano state posizionate davanti al mio locale e io usci a far conoscere le mie specialità... e da lì la corrente dei clienti non si è più fermata!

Quali sono le sue specialità!
La cucina italiana innanzi tutti: dalle ricette più classiche come le scaloppine al limone a quelle più elaborate come i gamberoni alla boscaiola e le tagliatelle ai gamberetti D.O.C. E poi tanta fantasia nelle pizze: c'è la Rotolata che va a ruba.
Sulla pasta si stende un letto di mozzarella e poi si farcisce con pomodorini freschi tagliati a pezzi, olio, sale, pepe, aglio e una fetta di Brie. Quindi la sfoglia di pasta farcita viene rotolata e e ricopeta da rucola e tre fette di prosciutto Parma. Poi c'il Calzone Jumbo, lungo ben 50 cm... E' enorme... ma nessuno lo lascia nel piatto.

Quante ore lavora al giorno?
Troppe! Io e mia moglie facciamo dei veri tour de force!! Lei provvede anche ai nostri figli, Filippo e Veruska, nonché all'amministrazione e alla contabilità e tutto ciò ha a che fare con il tedesco! Io invece provvedo al servizio e alla cucina.
I ritmi sono incessanti, bisogna organizzarsi per bene e mantenere la calma, altrimenti... si cede! Alla mia famiglia mi dedico nelle giornate libere, che sono poche, ma quando sto con i miei figli, non penso ad altro.

Cosa ne pensa di ASSOII.CH? Come mai ne è entrato a fare parte?
Per lo stesso motivo per cui ho chiamato la mia pizzeria con il nome di D.O.C. Io ho voluto garantire il mio prodotto, che è di qualità, e soprattutto. che è veramente un prodotto italiano. Vorrei che questa associazione aiuti veramente noi imprenditori italiani a farci difendere il vero prodotto italiano. Ci sono troppi ristoranti oggi che spacciano una scopiazzatura della gastronomia italiana, con l'unico effetto di danneggiare quella vera.
Vorrei che ASSOII.CH ci aiutasse davvero a far distinguere il nostro marchio tutto italiano.

Qual è il suo sogno?
Il mio sogno professionale l'ho già realizzato. Un altro sarebbe il sogno di tutti: fare un bel sei al Lotto e prendere il sole su una bella spiaggia dei Tropici!

Restaurant Pizzeria D.O.C.
Giuseppe Fiorino
Marktstr.10
8853 Lachen SZ
Tel. 055 442 33 12


 

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