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martedì 29 settembre 2020
 

ANTONIO ALBANESE SI RACCONTA NEI SUOI ''PERSONAGGI''

Siamo incredibilmente abituati a certe voci, certi volti, certi "personaggi". Tanto abituati che l'incontro diretto con il vero volto sotto la maschera ci coglie impreparati. Questo è successo quando al telefono ci ha risposto la vera voce di Antonio Albanese. Non quella dalla cadenza brianzola dell'Ing. Ivo Perego; non quella foggiana di Frengo; non quella sicula di Alex Drastico; non quella calabrese dell'arcinoto politico Cetto La Qualunque. Questi sono solo alcuni dei "Personaggi" che danno vita allo spettacolo omonimo di Antonio Albanese: un turbinio di voci, accenti, tic, nevrosi, storie. Il tutto, come ci conferma lui stesso dando qualche anticipazione sullo spettacolo, «racchiude la mia carriera. I ritratti sono il lavoro che porto in scena e mostro al pubblico. E lo mostro come fosse una radiografia, una cronistoria del percorso che ho intrapreso 24 anni fa».

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In questi 24 anni, questa non è la prima volta in Svizzera dato che si è «esibito già a Bellinzona ed ho un appuntamento con il pubblico di Lugano con scadenza annuale. Ma sarà la mia prima volta a Zurigo, città che non ho mai avuto modo di visitare e che scoprirò quando non sul palco». Qui l'istinto italiano prende il sopravvento e si vivifica nell'immediata proposta di un tour della città, con annesso pranzo o cena, e visita alle vetrate di Chagall nella Chiesa di Fraumünster a Zurigo. Il particolare delle vetrate non è casuale e poi capirete il perché. Tornando allo spettacolo Antonio Albanese ci confida di avere «una relazione estremamente positiva con il pubblico svizzero. Sono aperti all'ironia, che è la base di tutto. E ho scoperto un'intesa positiva su tutti gli aspetti di un'esibizione: è un pubblico educato, attento al racconto, tollerante, in grado di ascoltare anche i silenzi dell'attore» conclude entusiasta. Ironia e tolleranza sono due parole che legano difficilmente con le ultime vicende di cronaca, quelle per intenderci che riguardano Parigi ed il giornale satirico Charlie Ebdo. Sulla questione, il comico interviene affermando quanto la situazione sia «un'assoluta tragedia. Un fattaccio che ho seguito da molto vicino e con» ci confessa «molta tristezza». Ci spiega inoltre che «poter fare e pubblicare ironia è sinonimo di civiltà. Volerla zittire, fermare, censurare, addirittura con la violenza è davvero drammatico».

Dopo questa parentesi è lui stesso a cambiare discorso: «prima si parlava di Chagall. Creare un personaggio è dare il proprio tratto, intimo e personale, ad un messaggio. Chagall aveva questo tratto leggero e con quello riusciva a comunicare felicità, positività, ottimismo». Proprio come se si stesse guardando il mondo "attraverso le vetrate di una chiesa", verrebbe da dire. Così nasce un personaggio di Antonio Albanese, attraverso «la necessità, la pulsione intima di voler comunicare qualcosa. Un lavoro attento, certosino, uno studio costante. A tutti quelli che mi chiedono consigli rispondo sempre "Lavorare non è una brutta parola". Perché senza l'impegno, senza lo sforzo continuo, senza una corrente interiore che ti sospinge, nessun traguardo è raggiungibile». Pronuncia tutto questo a ritmo elevato, concitato: è evidente quanto a fondo lui creda in questo messaggio. Il lavoro costante su di sé e l'attenzione che pone nel vivere e capire il tempo presente rendono i suoi personaggi in continua evoluzione tant'è che in questo momento è «a lavoro su di un nuovo personaggio» ci anticipa. «Sarà un fedele, un credente, un religioso che non è però, comicamente, in grado di trovare "la posizione" giusta per pregare. Io ed i miei autori, fantastici scrittori in grado di cucire sulle mie note e sulla mia fisicità ogni personaggio che interpreto, prestiamo estrema attenzione all'argomento. Spesso per la rifinitura di un soggetto impieghiamo 6 mesi, addirittura un anno. Tanto più visti i recenti avvenimenti è richiesto tatto: ma ogni figura che andiamo ad elaborare non nasce per caso e nel giro di un giorno» precisa.

Il cinema merita la medesima attenzione. Dopo l'esordio datato 1996 con "Uomo d'acqua dolce", nel 2014 è arrivato un riconoscimento importante per la sua performance in "L'intrepido" di Gianni Amelio. La stampa internazionale accreditata in Italia gli ha infatti conferito il "Globo d'oro" nella categoria "Migliore attore". Ma in generale «mi piace il teatro, così come il cinema, così come amo la televisione» sorride e poi aggiunge che «è proprio per questo che ne faccio poca». La verità, così come lo stesso Albanese ci racconta è che «ho sempre avuto la fortuna di poter scegliere i compagni di viaggio. Ho inseguito dei grandi autori, interpreti e scrittori. Con loro, i vari Amelio Mazzacurati, Soldini, ho attraversato stili e storie belle. E ho messo la mia fisicità appunto a servizio del racconto. Nel mio cinema invece, quello che proviamo a fare (parlo sempre al plurale perché voglio sempre includere i miei autori) è esplorare». Un'esplorazione di stili, di registri del racconto, oltre che un'esplorazione nei "tipi" umani che rappresenta.

Per concludere chiediamo ad Antonio Albanese una specie di bilancio consuntivo, basato su raggiunto traguardo dei 50 anni di età ed una specie di bilancio di previsione per i 50 ancora a venire. Il suo resoconto, con tono allegro e vitale, parla di «50 anni fortunati. Il bilancio è felice perché faccio quello che amo fare. Circondato, appoggiato e sempre supportato da persone che mi hanno accompagnato e mai spinto sul palco. Mi diverto sul piccolo e grande schermo. Osservo con onestà e rispetto il percorso che ho fatto e, proprio nel rispetto di quello che sono, quello che ho fatto ed il mio personale "gusto", cerco di sviluppare altri pensieri ed altri progetti».
Sono tanti gli spunti interessanti che abbiamo colto in questa intensa chiacchierata. L'importanza del lavoro, la centralità dell'ironia come sinonimo di libertà, la voglia ed il desiderio di raccontare e comunicare.

Ora non ci resta che "gustare" lo spettacolo di domenica 25 gennaio al Volkshaus di Zurigo. Uno show che incentrato sui "Personaggi" ma che, tra le righe, racconta IL personaggio Antonio Albanese.

Acquista il tuo biglietto su Ticketcorner (link diretto)

oppure scopri maggiori informazioni sul concerto su XMC



 

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