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domenica 27 settembre 2020
 

IL DECRETO BRUNETTA AMMAZZA-FANNULLONI SANZIONA COL CARCERE

ROMA - Per i certificati medici falsi è prevista una sanzione anche penale che può arrivare alla «reclusione da uno a cinque anni» oltre alla «multa da 400 a 1.600 euro». E' quanto prevede il decreto legislativo sulla riforma dell Pubblica Amministrazione, il cosiddetto decreto anti-fannulloni pubblicato sul sito del ministero guidato da Brunetta. La medesima sanzione è prevista anche per il medico che concorre al falso.

Reclusione e multa. «Fermo quanto previsto dal codice penale» si legge infatti nello schema del decreto, viene «punito con la reclusione il dipendente che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente». Ferma restando la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, il dipendente è anche «obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione» ma anche il «danno all'immagine subiti dalla pubblica amministrazione». Per il medico la condanna comporta anche la radiazione dall'albo e, se dipendente di una struttura sanitaria, anche il licenziamento «per giusta causa».

La stretta sui provvedimenti disciplinari. La risoluzione del rapporto di lavoro è prevista in caso di ripetizione di assenze ingiustificate; per ingiustificato rifiuto di trasferimento; per false dichiarazioni ai fini dell' assunzione o della progressione in carriera; per prolungato insufficiente rendimento. Novità anche per i procedimenti discipliari e il loro rapporto con il procedimento penale: solo i procedimenti più complessi potranno essere sospesi in attesa del giudizio penale.

La premiazione del merito. Il decreto Brunetta punta a stoppare la distribuzione a pioggia di benefici per un meccanismo di distribuzione degli incentivi economici e di carriera più selettivi. Si rafforza inoltre la responsabilità dei dirigenti e il loro potere di gestione delle risorse umane, anche per l'attribuzione dei 'premì. Avranno nuovi strumenti ma saranno anche loro sanzionati se non svolgeranno bene il proprio lavoro.


 

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