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venerdì 20 settembre 2019
 

LA CAPINERA DI MOGOL VOLA DALL'AMBASCIATA D'ITALIA A BERNA

In certi luoghi, è opportuno osservare dovuto silenzio. Esistono posti dal valore quasi sacro, che meritano da parte del visitatore muto rispetto. Ci viene da pensare a certe gallerie d'arte, o alle navate di piccole chiese rannicchiate in preghiera, o ancora a quel preciso istante che segue la fine di un'opera teatrale e precede l'applauso liberatorio. Un rito che rende omaggio a qualcosa di superiore, a tratti supremo.

GALLERIA fotografica

VIDEO a Berna con Mogol


In punta di piedi, entriamo nella Residenza dell'Ambasciatore d'Italia a Berna. In occasione della presentazione del melodramma "La Capinera", tratto dal romanzo "Storia di una capinera" di Giovanni Verga. Un progetto tanto estemporaneo quanto meravigliosamente ambizioso che ha visto, negli anni della sua creazione, la collaborazione di grandi nomi della musica. Gianni Bella ha interamente composto le musiche; Geoff Westley, della Filarmonica di Londra, ha curato gli arrangiamenti; Giuseppe Fulcheri ha realizzato il libretto dell'opera; e infine Mogol, al secolo Giulio Rapetti, ha plasmato e modellato le liriche delle romanze. Ambientata nella Catania del 1850, l'opera racconta dell'amore, struggente ed impossibile, tra Maria e Nino, nel periodo storico caratterizzato dalle epidemie di colera, sfondo tetro per il più luminoso dei sentimenti.

Nel salone della Residenza è stata allestita la sala di proiezione, dove si sono accomodati gli ospiti presenti: in totale più di settanta invitati, tra esponenti dei media e professionisti emeriti del mondo della musica, accolti dall'Ambasciatore Cosimo Risi e dal Primo Segretario suo vice, Renato Quartarone. Proprio le parole dell'Ambasciatore hanno dato il la alla presentazione; parole di orgoglio per la cultura italiana, celebrazione dell'operato di Mogol e di sano e meritato vanto: il vanto di riuscire a proporre in anteprima assoluta, in Svizzera, questo melodramma contemporaneo. In seguito, l'intervento di Antonio Ereditato, fisico italiano, professore all'Università di Berna e direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell' Albert Einstein Centre for Fundamental Physics. Una personalità di assoluto spicco per le scienze italiane, da anni impegnato nella promozione della cultura italiana in Svizzera e fra i più attivi promotori dell'iniziativa che ha portato questo capolavoro in terra elvetica.

Nella delicata illuminazione del salone, ha poi preso la parola Mogol, introducendo questo lavoro con la pacatezza del navigato artista e l'orgoglio negli occhi di un padre che vede la propria creatura muovere passi convincenti verso il futuro. Ci spiega, risoluto, del suo iniziale rifiuto alla proposta di Gianni Bella: «Gianni non aveva mai fatto lirica. Ha dato i natali a tante grandi canzoni popolari, come autore e cantautore. Ma la lirica è un'altra cosa». Annuisce in prima fila anche Chiara Bella, figlia di Gianni assente giustificato alla serata, incrociando lo sguardo quasi paterno di Mogol. «Poi, tempo dopo, ho nuovamente incontrato Gianni, il quale mi ha fatto ascoltare le musiche che aveva composto. Mi sono ricreduto, e su quelle medesime musiche ho scritto i testi delle romanze, mentre il libretto è stato curato da Giuseppe Fulcheri». Un lavoro minuzioso dalla resa palpabile in italiano contemporaneo, presentato al pubblico in una curatissima traduzione a video in francese, ad opera encomiabile della dottoressa Anna Ruedeberg Pompei, presidentessa dell'UNITRE italiana di Berna/Biel.

Nella penombra della sala, libretto alla mano come in una vera rappresentazione operistica, ci siamo immersi nella riproduzione dell'opera eseguita dalle voci dei solisti e del coro del teatro Regio di Parma e dai 150 elementi della sua orchestra. Un'emozione, per molti, indescrivibile. Un nodo alla bocca dello stomaco, fatto di sensazioni contrastanti: partecipazione intensa, empatia, coinvolgimento. Tutte quelle dolci ferite che la musica, solo la musica, può infondere. Ci siamo avventurati nella storia di Maria, fragile capinera costretta in gabbia, che trova in Nino un appiglio per la vita, e che perdendo Nino perde ogni attaccamento alla vita. Chiudendo gli occhi abbiamo visto e vissuto la sua prigionia, annusato il profumo della rosa che lui le aveva regalato, sentito il mare scrosciare di rabbia e dolce agonia, sofferto e gioito delle sue sofferenze e delle sue gioie. E in questo caso particolare, senza l'ausilio delle immagini, la nostra mente è stata chiamata a ricreare dentro di sé scene e scenografie: rendendo ancor più profondo l'impatto di questo melodramma. Abbiamo sperimentato l'opera lirica, nel vero suo significato e in tutte le sue sfaccettature.

A conclusione della presentazione, dopo un commosso plauso tributato dal pubblico, Mogol si lascia andare ai commenti finali di ringraziamento e di prezioso monito. La chiosa, a metà tra incanto e disillusione, è per noi degna di nota: «abbiamo presentato quest'opera in giro per l'Italia. Abbiamo ricevuto grandi consensi, anche da un pubblico di addetti ai lavori. Critici, direttori d'orchestra, direttori di teatri. Aspettiamo ancora, tuttavia, la possibilità di inscenarlo in un teatro vero e proprio. Essere qui in Svizzera è l'ennesima dimostrazione di quanto sia bramata la cultura italiana in tutto il mondo.» In tutto il mondo forse meno che in Italia…

Il risultato finale, dell'opera così come dell'intera serata, è frutto di intense collaborazioni, spesso transnazionali, che è giusto ringraziare per l'intenso sforzo profuso in vista della riuscita. Mogol e Chiara Bella sono giunti in Ambasciata a bordo di una lussuosa Maserati GTS ( )quattro porte nera, messa a disposizione dal concessionario Automobile Németh AG , in veste di car-sponsor. Entrambi gli ospiti hanno soggiornato nel lussuoso Schweizerhof di Berna, hotel 5 stelle in posizione centralissima nel cuore pulsante della capitale: fiore all'occhiello dell'ospitalità bernese, l'albergo rientra nella top 100 dei migliori hotel cittadini del mondo. Verificate voi stessi prenotando uno dei pacchetti soggiorno o relax ideati per ogni tipo di esigenza degli ospiti.

Groupdoc SA ha curato e dato importanza invece, alla comunicazione stampata dell'evento. Dagli inviti cartacei al libretto dell'opera, il signor Antonio De Donatis si è dimostrato immediatamente pronto a perorare la causa di questa serata, con un materiale di qualità eccellente, intonato agli alti standard richiesti da una presentazione del genere. In aggiunta, vorremmo parlare del connubio inscindibile tra musica classica e vino, sancito dalla presenza di DivinaWine che ha proposto agli ospiti tre ottimi vini per accompagnare diversi momenti della soirèe, dal prosecco di benvenuto fino al bianco e al rosso, sposati sapientemente con i sapori del rinfresco. Una scelta accurata anche quella del rinfresco, curata dal panificio Fenuta che vanta ricette tradizionali italiane, coadiuvate da una ricca offerta di prodotti tipici. Storia pluridecennale e qualità s'intrecciano nelle mani esperte dei fornai: il risultato è un banchetto, ricco e variegato, di sapori coerentemente scelti per omaggiare la Sicilia, terra in cui nasce Verga, in cui si svolge la storia de "la Capinera" e che da i natali a Gianni Bella.

Terra dagli infiniti scorci, di cultura e natura, architettura e gastronomia, insaporita da un'umanità dirompente. Una terra che potreste raggiungere anche voi dalla Svizzera, grazie al volo diretto che collega Berna a Catania tutte le domeniche d'estate, proposto da Helvetic Airways , nostro partner fondamentale in questa serata di gala.


 

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Biagio Izzo

 


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