Dalla fuga dei cervelli alla Mobilità dei Talenti
Fonte: Diplomazia Economica Italiana
Puntare sull'Hi-Tech per far crescere l'Italia nel Mondo: è stato questo il tema del convegno "A Call For Action, Changing a Generation" che si è tenuto presso la Luiss di Roma, all'Italian Business and Investment Iniziative (IBII). Tra i relatori intervenuti, figuravano i titolari dei principali Ministeri coinvolti dall'argomento e i chief executive di diverse grandi aziende.
Sul fronte degli interventi stranieri, erano presenti l'Ambasciatore statunitense a Roma, David Thorne e Mark Davis, fondatore di Columbia Venture Community.
I lavori si sono concentrati sull'interscambio di esperienze, conoscenze e relazioni tra Italia e Stati Uniti a livello di ricercatori, imprese e Istituzioni, con la finalità di accelerare la creazione di nuove iniziative (start up) a elevato contenuto tecnologico in Italia. In questo campo non si parte da zero. Nel nostro Paese si creano ogni anno un migliaio di start-up e si investono oltre 90 milioni di euro in iniziative di venture capital. Inoltre, negli ultimi anni, in Italia, sono aumentati di più del 50% i laureati in scienze e ingegneria.
Ma è possibile fare molto di più - questa è stata la principale indicazione emersa dal Convegno - integrando le iniziative che nascono nel nostro Paese con i centri e le reti statunitensi di innovazione e crescita imprenditoriale.
In particolare, come ha sottolineato il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, operando in questa direzione, l'Italia, ha la possibilità di trasformare il fenomeno, negativo, della fuga dei cervelli nel processo della mobilità dei talenti. Che, portando innovazione e progettualità, potrebbe avere lo stesso apporto vitale che ebbero le rimesse dei nostri emigranti nello scorso secolo.
Quali sono le iniziative necessarie? Si tratta in primo luogo di dare la possibilità ai neoimprenditori hi tech, di arricchire il loro bagaglio di esperienze in contesti competitivi. E l'obiettivo ad esempio delle borse di studio della Fulbright Best che consentono a laureati e ricercatori italiani in discipline scientifico-tecnologiche di perfezionarsi negli Stati Uniti e di tradurre i loro progetti in attività imprenditoriali.
A sua volta IBII ha proposto un obiettivo preciso: di inviare negli Stati Uniti mille giovani brillanti nell'arco dei prossimi tre anni perché imparino a fare impresa high-tech e tornino in Italia per avviarne di nuove.
Si stanno muovendo nella stessa direzione anche alcune Regioni. La Toscana e l'Emilia Romagna, ad esempio, utilizzano fondi europei per inviare giovani talenti negli Stati Uniti ad apprendere come creare una start-up.
Per promuovere questo cambiamento l'Ambasciata e i Consolati hanno avviato un intenso dialogo con le organizzazioni di ricercatori, accademici, imprenditori e professionisti italiani presenti negli Stati Uniti, quali l'Italian Scientists and Scholars in North America Foundation (ISSNAF), la Business Association Italy America (BAIA), il Silicon Valley Italian Executive Council (SVIEC), nonché le associazioni di professionisti a New York, Boston, Chicago e Filadelfia.
In particolare, il Consolato Generale a San Francisco che opera nella prima area al mondo per innovazione e capacità di coniugare ricerca e imprenditoria, ha svolto un'azione fortemente innovatrice favorendo opportunità di incontro e business di imprenditori e ricercatori italiani con i poli tecnologici e le Università locali.